il più grande competitor… non sono i competitors

È il rumore di fondo. È la distrazione, nostra e degli utenti.

Nessuno ha a disposizione qualcosa in più di un minuscolo box di attenzione ricettiva. Non è acquistando megafoni ed amplificatori che aumenteremo l’attenzione che ci dedicheranno gli interlocutori, ma aiutandoli a vivere e a lavorare meglio, somministrando a fondo perduto contenuti utili, da rilanciare e rielaborare a loro volta.

Occorre accettare il fatto che gli utenti possono non riconoscere o attribuire valore né al prodotto, né al servizio, né al brand.

Che inondare il web di contenuti autoreferenziali non è engagement, ma spamming.

Che gli utenti credono di più gli utenti che al brand. E acquistano di conseguenza.

I dati dicono questo: “la maggior parte degli utenti sarebbe indifferente alla scomparsa del 73% dei brand”, e questo malgrado gli ingenti investimenti marketing di questo 73%. Nessuno di questi brand mancherebbe a nessuno.

Uno solo su cinque, mancherebbe alla gente. Chi, quindi?

Solo chi ha contribuito a rendere la vita dei consumatori migliore, o più agevole. Anche nel piccolo. Non ha importanza la scala.

E questo nella media planetaria globale. In realtà nel mondo occidentale è il 93% dei brand che non mancherebbe a nessuno se scomparisse, mentre in asia sarebbe rimpianto un 49%.

Il motivo è uno: nel mondo occidentale i brand, le aziende hanno già avuto il tempo di deludere per più tempo gli utenti.

Motivo in più per investire in un marketing essenzialmente più virtuoso, meno invadente e più utile e lavorare per fare del proprio business un “social business” promuovendo i propri clienti a partners ed ambasciatori.

Guadagnare visibilità anziché imporla, questo è “inbound marketing

  1. Pensare ed agire come gli utenti
  2. Non essere autoreferenziali
  3. Essere sinceri, genuini ed imperfetti
  4. Aggiungere contenuti “attorno” al proprio marchio e non “sul” proprio marchio

Non è facile, nè gratuito. Ma cosa lo è?

Ma è la via che sta percorrendo quell’uno su cinque che ce la sta facendo. E non è mai andato meglio di oggi.

Posted in: digital strategy

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