Il caso di Bassano del Grappa in queste ultime settimane è emblematico.

Il Ponte Vecchio è sempre più storto, le fondamenta cedono. Ogni mese più storto, sotto gli occhi di tutti e senza nessuno che lo noti. Da sopra, con un bicchiere di spritz in mano, guardando il panorama o percorrendolo di fretta con la testa nel proprio quotidiano,  i cedimenti progressivi non si vedono.

Perchè qualuno noti l’evidenza occorre attendere che un artigiano esca dalla prospettiva scontata e decida di guardare le cose dalla propettiva giusta. Da sotto. In canoa. La storia del bambino e della scoperta che “ma… il re è nudo!” “il Ponte è stortissimo! Ma siete tutti ciechi?”

Scontato dire che è esattamente la storia dell’Italia e delle sue vecchie doti.

Ovviamente all’artigiano appare ovvio utilizzare la tecnologia per amplificare il suo “il re è nudo”. Tre post su facebook, nel modo giusto, nel momento giusto, con il tono giusto e nel contesto giusto e in tre giorni metà cittadinanza fa gruppo e movimento sul web, i contatti divengono relazioni e le parole conversazioni. Il Ponte diventa occasione di aggregazione  qualificata, le conoscenze si fissano in connessioni nuove e in connessioni ricreate.

Mentre il movimento e le aggregazioni crescono a valanga, imprese e politica continuano a fare i turisti: spritz in mano e sguardo verso l’orizzonte, appoggiati al parapetto sbilenco, lamentandosi di quanto sia difficile oggi la connessione con i propri clienti e con i propri elettori.

Nel frattempo, volendo, il buon artigiano potrebbe candidarsi a sindaco e verrebbe eletto a mani basse. Volendo potrebbe consorziare attorno a se tutte le aziende che preferisce, dispensando loro la visibilità che meglio gli aggradi. E chiaramente ora l’artigiano inizia pure ad essere inconfessabilmente scomodo per chi avrebbe dovuto vedere e non ha visto e per chi avrebbe potuto fare ed è restato inerte.

Anche se in ritardo politica e impresa iniziano a percepire l’opportunità e imbastiscono alcuni approcci per recuperare un pò di connssione con la gente: approci vecchi, come è vecchio il modo di fare politica e marketing nella “provincia” Italia.

Un’offerta. Un gettone da sponsor. Una foto assieme ad Ilario Baggio. Tutto tardivo, sterile, scontato. Anche se ben accetto, ci mancherebbe.

In realtà il buon artigiano ha dato a tutti una lezione memorabile e magistrale di marketing, di politica e di social business.

Ha cambiato prospettiva, ha osservato, ascoltato e visto, ha dimostrato EMPATIA con il contesto e le persone – e l’EMPATIA sarà la chiave che differenzierà le imprese che vivranno e quelle che moriranno – ha usato la tecnologia nel modo corretto; non in modo autoreferenziale per parlare di sè, ma per fornire alla gente un’occasione per condividere esperienze.

E tutto questo non “per fare business”, ma semplicemente per passione. Una discreta lezione per i brand: i brand adi cui si sentirà la mancanza sono solo quelli in cui lo scopo va oltre il profitto.

Cosa avrebbero fatto imprese e politica se “al marketing” avessero avuto Ilario Baggio, con la sua canoa gialla, i suoi sandali e la barbetta colorata (ps. quanti indizi solo in questo…)? Probabilmente avrebbero colto questa clamorosa occasione di “connessione” per fare qualcosa di meglio di una “offerta” o di un gadget personalizzato agli utenti.

Avrebbero dimostrato di aver capito che le persone oggi vedono, discutono, condividono e si aggregano in totale e brillante autonomia. Che siamo vicini al giormo in cui le persone saranno in grado di scambiarsi oltre alle informazioni anche i beni  e che saranno in buona parte in grado di produrseli o di replicarli.

Una idea avrebbe potuto essere: “grazie a tutti cittadini e clienti, siete stati veloci, appassionati e svegli, avete condiviso e vi siete aggregati usando la tecnologia molto megli di noi: non vi regaliamo 1000 euro di sponsorship.  Vi regaliamo uno strumento che vi permetterà di capitalizzare la vostra aggregazione, aiutandovi ad essere ancora più connessi, più veloci, più autonomi e di guadagnare qualcosa da tutto questo. Una piattaforma digitale cittadina, un marketplace online, in cui la gente possa vendere o acquistare qualcosa in autonomia e reciprocamente, possa mettere a disposizione risorse umane e personali, possa sollecitarne lo scambio, possa regalare e possa chiedere.

Qualcosa del genere…

Tra aziende assieme, pochi euro, un grande valore messo a disposisione di consumatori ed elettori. Una visibilità virtuosa immediata, una grande storia da raccontre ai media.

I cittadini ormai sono autonomi e forti. Le aziende e la politica faranno bene ad accorgersene presto se non vorranno finire disintermediati irrimediabilmente “dalla folla”. E non sarà ostacolandondone l’aggregazione che aziende e politica allontaneranno quel momento, ma favorendola e ricompensadola.

Ma per riuscirci, a quanto pare occorrono canoa, sandali e barba colorata.

Ma potremmo anche dire: osservazione, empatia e tensione culturale. Doti rare.

 

Un pensiero su “Ponti che cedono e connessioni difficili con i propri utenti. Imprese e politica a lezione di empatia da un parrucchiere.

  1. Intrecci di vita, di passione, di disponibilità.
    Dalle persone semplici con il cuore grande, se riconosciute ed emulate, e aiutate, vengono le vere opere.
    Azioni poco evidenti, ma che con la collaborazione risulteranno enormi nei risultati.

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